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“Ersilia” 2022

Per il progetto L’arte nel vento ho pensato allo stato della convivenza oggi tra elementi vegetali, virtuali e umani, alla loro interazione complessa e imprevedibile. Per la fotografia esposta mi sono richiamata a una serie di foto fatte in passato per un progetto con Fatue sulla visione della donna tra Oriente e Occidente. A partire da quegli sguardi ho immaginato una donna ragno, dove la rete delle relazioni, connessioni vegetali e sintetiche è impressa come una maschera sul suo viso in un modo che non svela se si stia liberando o ne venga sommersa.  Nell’occhio una piccola araba fenice (opera di un artista del vetro), forse risposta, forse augurio e speranza.

Scienza e natura si contendono il suo viso ma non la distraggono, è presente nel conflitto che ci coinvolge in attesa di capire a quali mutazioni siamo chiamati. Come spesso avviene nell’elaborazione delle opere, le stesse si modificano, si aggiungono materiali e significati, livelli di senso e associazioni. Nel mio caso, nell’approccio ai filati, che non fanno parte di una mia pratica di lavoro, ho desiderato seguire il filo di senso che mi ha guidato nella scelta e realizzazione dell’immagine: le connessioni, la rete … i fili come legami, unione, intreccio di storie (l’ispirazione è sempre Maria Lai) ma anche segno, segnale, guida, traccia (il filo di Arianna) o testimonianze, “ragnatele di rapporti” come in Ersilia dalle città invisibili di Calvino. 

Non sono una tessitrice di tessuti e filati, ma cerco di intrecciare linguaggi e materiali e, in questa occasione, il sapere che queste opere saranno in balia del vento e che nella loro trasformazione la natura avrà un ruolo “creativo” mi piace e incuriosisce molto.

Nata a Milano vive a Venezia dai primi anni ‘80.
Per diversi anni operatrice di ripresa in televisioni private. 
Dall’88 lavora come assistente di fotografia in Istituti di Grafica Pubblicitaria e Licei Artistici. 
Dal ’92 al 2000 collabora alla realizzazione di programmi in multivisione per Cathèdrale d’Images (ora Carrières des lumières ) di Les Baux de Provence – Francia. Realizza diaporama e interventi audiovisivi per spettacoli teatrali.
Dal ’96 fa parte del gruppo fotografico “Fatue” con cui realizza esposizioni e installazioni fotografiche, video, diaporama e interventi visivi per spettacoli teatrali.Nel 2018 realizza con Fatue “La stanza di Daniela” mostra atipica di fotografie e testi allestite nella ricostruzione della stanza di un’amica deceduta lo stesso anno.Nel 2021 collabora alla sceneggiatura di uno spettacolo in multivisione su Frida Khalo in programmazione negli Stati Uniti dall’estate 2022.

L’esperienza artistica nasce con la fotografia e con la necessità di prelevare dalla realtà visibile una personale ottica, non di rappresentazione ma di espressione di una percezione visiva e emotiva stimolata soprattutto dal colore e dalla spazialità. Questo interesse si è approfondito negli anni di lavoro in teatro e con gli spettacoli in multivisione, portandomi verso un interesse più specifico per le sequenze fotografiche, gli allestimenti e le composizioni nello spazio. Da qui sono nate esposizioni con fotografe e artiste che le hanno permesso di far convergere l’immagine, come realizzazione di un pensiero, in una tematica, in un progetto con la sua proiezione in un contesto di spazio – luogo – territorio.