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“Filo Lieve” 2022

Anna Roberta Pepe è nata a Gioia del Colle nel 1964 e vive a Mottola sempre in Puglia. Ha sempre avuto, sin da piccola, una grande propensione per l’arte. La sua curiosità la spinge verso la lettura, l’ascolto, ma soprattutto verso il bisogno di usare i colori. Crescendo aumenta la consapevolezza che l’arte le permette di conoscersi e di gestire l’emozioni e i sentimenti. Nel frattempo le dimostra che la vita ti riserva occasioni e permette miracoli quando capisci che puoi avviare un processo di emancipazione. Inoltre ti insegna che una via d’uscita è possibile. La scoperta dell’artista britannica Jenny Saville, lo studio della sua opera, alla quale Roberta Pepe si avvicina e si ispira, l’ha portata a fare una passeggiata nel suo albero genealogico alla ricerca delle sue costellazioni. Il passo successivo, fantastico, è stato lo studio dei simboli con l’elaborazione pittorica. La necessità, successiva è stata quella di rappresentare l’adolescenza come tanti frames. L’approdo di tutto ciò è stato quello di raggiungere la consapevolezza di possedere una luce, una scintilla, non solo come essere umano ma soprattutto come creatura custode dell’essere femminile, preziosa, divina, sensuale che nessun pregiudizio può macchiare. L’obiettivo dell’artista è elevare la donna a colei che riscatterà il mondo, ricordando quanto immenso sia il suo valore spirituale

La sua opera ha per titolo FILO LIEVE e così la descrive: “Per molti anni ho vissuto il filo lieve nei magici intrecci del ricamo, in cui c’è l’infinita pazienza   delle donne del passato. Persa in questa arte non mi rendevo conto che il ricamo era un vincolo, un legame, una gabbia dorata simbolo della condizione della donna annodata alle antiche trame, quell’unica espressione di creatività quando tutto il lavoro di casa dava tregua per una fessura di libertà. Nel tempo grazie a una costante ricerca di nuove consapevolezze, il filo lieve e diventato un fiume ripulito, incontaminato, libero di scorrere ogni giorno in maniera diversa senza decidere quale direzione prendere. Libertà a cui l’anima ambisce per percepire la propria essenza divina e librarsi al vento come origami di resurrezione”.