“Dobbiamo difenderci”, ci dicono. Ma da quale “nemico” dobbiamo difenderci? Chi ci sta minacciando? Chi ha interesse ad “inventare un nemico” per giustificare la decisione di spendere in armamenti 6800 miliardi di euro nei prossimi 10 anni?

Sono le politiche colonialiste tese ad accaparrarsi gratuitamente materie prime sempre più rare e ad allargare i propri confini territoriali ad aver bisogno della guerra. E spacciano le loro guerre come necessarie per difendere il territorio, i “nostri” valori, la popolazione, le donne e i bambini in primis, quando ormai è sotto gli occhi di tutti che il maggior numero di morti nelle guerre moderne è proprio tra i civili. 

Per opporsi a questa strategia bellicista

  • che affida la ripresa economica a massicci investimenti nell’industria militare 
  • che prepara la cittadinanza alla guerra, alimentando la paura di essere aggrediti, esaltando i valori tipicamente maschili della virilità, dell’eroismo, dell’obbedienza gerarchica
  • che invita a far entrare l’esercito nelle scuole perché i bambini imparino a credere che sono le armi la nostra migliore possibilità di difesa, che arruolarsi è un dovere di chi ama la sua patria e la sua famiglia, che militarizzare la cultura e la società è necessario, anche a costo di un restringimento degli spazi di democrazia, di libertà di pensiero, di parola e di azione.

Le donne hanno dei motivi in più:

  • Sono i loro corpi a diventare “bottino di guerra” del nemico e risarcimento dovuto ai “nostri” soldati,
  • Sono i diritti conquistati con tanta fatica, salute, istruzione, lavoro equamente retribuito ad essere abrogati per primi in nome dell’emergenza bellica,
  • È la loro salute riproduttiva ad essere in pericolo per gli inevitabili tagli alla spesa sanitaria,
  • Sono i loro figli, i loro compagni, i loro affetti ad essere esposti al fuoco degli armamenti,
  • Sono le loro case tenute con tanta cura, la terra da cui proviene il cibo che preparano, l’acqua, ad essere distrutte, inquinate per chissà quanto tempo.

Per questo ci rifiutiamo di considerare le donne russe, ucraine, israeliane nostre nemiche. Il nostro nemico sono le politiche di riarmo, le politiche colonialiste come il sionismo, i valori patriarcali dell’eroismo, della esibizione di potenza, di assoggettamento dei più deboli. 

L’arsenale bellico di cui il mondo oggi dispone rappresenta una minaccia distruttiva troppo grande per permetterci inutili prove di forza, tatticismi rischiosi, false trattative. Abbiamo dunque tanti motivi per dIre: 

NO ALLA GUERRA, SÌ ALLE TRATTATIVE SEMPRE E COMUNQUE

È un’utopia credere che la pace sia possibile? Forse oggi sì, ma camminare insieme verso questa direzione è il solo modo per smascherare chi finora con le armi non ha saputo risolvere nessun conflitto tra i popoli stipulando, al più, tregue armate più o meno lunghe.

Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato.


UCRAINA: LA GUERRA PER PROCURA TRA NATO E RUSSIA

 Almeno mezzo milione di morti in entrambi i paesi
 Territori devastati
 Migliaia di sfollati
 Minaccia costante di un’escalation nucleare

Il futuro dell’Europa dipende oggi dalla capacità di fermare il conflitto, aprire negoziati e costruire – con gli strumenti della politica – un ordine di pace sul nostro continente

CESSARE IL FUOCO

AVVIARE TRATTATIVE DI PACE


PALESTINA: QUALE PACE????

GAZA: dal 14 ottobre, giorno della firma degli accordi di Sharm el-Sheikh, altri 245 palestinesi sono stati uccisi e 600 feriti
Oggi Gaza è un cimitero in cui si aggirano i sopravvissuti

CISGIORDANIA: nel solo mese di ottobre si sono registrati altre 264 aggressioni ai palestinesi da parte dei coloni israeliani, più di 350 episodi di vandalismo e furti, e l’avvelenamento o l’abbattimento di 1.200 ulivi (dati ONU)

STOP GENOCIDIO

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