
Domenica 15 febbraio 2026 alle 17 a Padova come Centro Pandora e Donne in Nero abbiamo aderito e partecipato alla mobilitazione contro il DDL Bongiorno, scendendo in piazza insieme ai Centri antiviolenza del Veneto, alle associazioni femministe, ai sindacati e alle altre realtà del territorio.
L’iniziativa si è svolta a Piazza delle Erbe, per ribadire un principio semplice e non negoziabile:
SENZA CONSENSO E’ STUPRO
La proposta di modifica dell’articolo 609 bis del Codice Penale da parte della presidente Bongiorno introduce formulazioni ambigue e pericolose, che rischiano di indebolire la tutela delle donne e di riportare la violenza sessuale in un terreno di interpretazioni soggettive.
Confondere la mancanza di volontà con il consenso significa aprire la strada a un modello in cui il silenzio può essere letto come assenso, e in cui anche il “no” diventa oggetto di valutazione in base al contesto, alle circostanze, alle percezioni di chi agisce.

Ci sono voluti 50 anni per far sì che il reato di violenza sessuale fosse inserito tra i crimini contro la persona e non fosse più definito come un reato contro la pubblica morale. Per questo si tratta di un passo indietro gravissimo, dopo decenni di lotte che hanno portato a riconoscere la violenza sessuale come reato contro la persona. In pochi anni si rischia di cancellare conquiste ottenute in mezzo secolo di mobilitazioni femministe.
Come Centro Pandora e Donne in Nero, siamo scese in piazza perché la libertà di autodeterminazione sessuale non è negoziabile, perché il consenso deve essere espresso, libero e consapevole, e perché ogni arretramento legislativo su questi temi ha conseguenze reali sulla vita e sulla sicurezza delle donne.
FERMIAMO IL DDL BONGIORNO. INSIEME.


