Dalla Terra al mare” di Lorenzo Baldi, Italia, 2026, Film documentario di 80 min

Domenica 10 maggio 2026 alle ore 18.00 presso
la Sala Fronte del Porto in Via S.M. Assunta 20 a Padova

Saranno presenti :

  • Lorenzo Baldi, regista del film documentario
  • Isabella Villa, rappresentante di Global Sumud Flotilla Veneto

Offerta responsabile con raccolta fondi per la Flotilla e Gaza

In collaborazione con Donne in Nero, Anpi, Cgil Padova, La Casa delle Donne di Padova, Associazione per la pace, Sanitari per Gaza, Lottodiognimese


Il documentario esplora la vicenda intima dei partecipanti della Global Sumud Flotilla, missione civile e non violenta che ha tentato di portare aiuti umanitari a Gaza, nel pieno dell’assedio e del genocidio perpetrati da Israele, attuata via mare nel settembre 2025.

Un altro tema centrale sono le manifestazioni italiane intorno alla chiamata “Blocchiamo tutto”, lanciata dai portuali, coinvolti nella missione. Un’indagine sulle motivazioni intime e su quelle storiche, che disegna una necessità di agire, una fede laica nell’azione umanitaria. Mossa anzitutto dalla

compassione per i palestinesi, ma anche dall’amore per sé stessi e le persone care.

Non da meno, dalla ricerca di un senso condiviso dell’umanità, per dare l’esempio alle future generazioni. Il titolo Dalla terra al mare, fa eco al grido per la libertà della Palestina, e racconta come l’amore del popolo palestinese per la sua terra si estenda via mare, incrociando affetti e desideri di persone di tutto il mondo.

TRA SUMUD PALESTINESE E LUTTO GLOBALE

Sumud in arabo significa perseveranza e resistenza all’oppressione, sia quotidiana che straordinaria. Samah Jabr – psichiatra e psicoterapeuta palestinese – lo descrive come una risposta collettiva al trauma e all’oppressione. Al Manifesto ha raccontato: “è una pratica psico-sociale che si traduce nella volontà individuale e collettiva di opporsi al dispositivo coloniale d’occupazione”. All’Università di Bologna ha detto: “può essere condiviso al di fuori della Palestina e fungere da ispirazione anche per altri popoli”.

Lo possiamo legare a ciò che scrive Judith Butler – filosofa transfemminista statunitense, di famiglia ebraica, che da anni lotta contro il sionismo – in La forza della nonviolenza (2021): “Se c’è una forza nella nonviolenza che emerge da questa presunta “debolezza”, essa può essere legata ai poteri dei deboli[…] di stabilire l’esistenza per coloro che sono stati concettualmente annullati, di ottenere il lutto e il valore per coloro che sono stati considerati dispensabili, e di insistere sulla possibilità di giudizio e giustizia nei media e nelle politiche pubbliche”.

Un salto rischioso verso l’ignoto, che parte dalla speranza di trovare la luce al cuore dell’oscurità più grande. Tra attacchi di droni, manifestazioni, fregate militari che arrivano a supportare e poi si ritirano al momento del reale bisogno. Un viaggio che simboleggia la volontà dei popoli di andare oltre le falsità e i limiti della comunità internazionale. Che ricrea in mare una nuova metafora della giustizia, e un nuovo spazio per la verità.

Il regista

Lorenzo Baldi, nato a Roma nel 1993. Studia filosofia nella capitale e filmmaking a New York. Autore di vari documentari, tutti incentrati sulla militanza creativa e non violenta. Come il montaggio di “Simposio“ su una comunità di artisti che si incontrano per parlare di tecnologia e rivoluzione. O ”Carnaval y Libertad“, sul Carnevale dell’Uruguay, un’utopia della satira popolare e politica. Lavora da anni nel cinema e nella comunicazione politica, sia di movimenti che nel giornalismo, in Parlamento e per magazine online. Dopo la selezione per realizzare il documentario, si è unito al movimento Global Movement to Gaza, di cui cura l’organizzazione del team Multimedia.

La Global Sumud Flotilla  o GSF, è un’iniziativa umanitaria internazionale portata avanti da alcuni settori della società civile  nella seconda metà del 2025 con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza, rifornire di viveri e medicinali la popolazione palestinese affetta dalla carestia come conseguenza dei combattimenti nella Striscia e stabilire un corridoio umanitario. Nel 2025 era composta da più di 40 barche e partecipanti provenienti da 44 paesi, è salpata a fine agosto. A ottobre le barche sono state intercettate da Israele, sequestrate, i componenti incarcerati e successivamente espulsi verso i paesi di origine.

La flottiglia globale del Sumud della primavera 2026 è composta da delegazioni provenienti da 56 paesi nell’ambito della più grande missione marittima mai intrapresa per rompere l’assedio illegale di Israele. organizzata attorno a sei obiettivi interconnessi:

  1. Contribuire a rompere l’assedio: affrontare direttamente il blocco illegale e affermare il diritto dei palestinesi ad accedere alle proprie coste e al mondo al di là di esse.
  2. Consegna di aiuti salvavita: Consegna di aiuti umanitari su larga scala, tra cui cibo, latte in polvere per neonati, materiale scolastico e medicinali.
  3. Istituzione di un Corridoio Marittimo Popolare: Creare una rotta marittima gestita da civili verso Gaza per garantire un accesso senza ostacoli a cibo, medicinali e beni di prima necessità, e affermare la sovranità del popolo palestinese sulle proprie acque.
  4. Sostegno alla ricostruzione: squadre dedicate accompagnano i palestinesi nelle prime fasi della ricostruzione di case, scuole e ospedali.
  5. Contrastare la complicità: smascherare la complicità internazionale che rende possibile il blocco e mobilitare la società civile globale per chiedere giustizia.
  6. Catalizzare l’azione globale dei cittadini: trasformare la flottiglia in un catalizzatore per mobilitazioni coordinate via terra e via mare, amplificando le voci palestinesi e dando potere alle persone in tutto il mondo affinché agiscano laddove governi e istituzioni hanno fallito.

Due partecipanti, 
Saif Abukeshek (cittadino spagnolo e svedese di origine palestinese) e 
Thiago Ávila (cittadino brasiliano), sono attualmente detenuti illegalmente in Israele
Chiediamo l’immediata scarcerazione

Questo articolo ha un commento

  1. Marco

    Emozionato e commosso dall’intensità e profonda umanità espresse e raccontate dal bellissimo docu film che ho avuto la fortuna di vedere oggi ( ormai ieri) a Padova alla sala Fronte del Porto…e tanta rabbia per chi ha il sacrosanto dovere e obbligo morale di fermare il massacro e non fa nulla. Mi unisco purtroppo solo idealmente, abbraccio e ringrazio di cuore tutti i componenti della Global Sumud Flottila

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